Comitato Locale: Piano pluriennale
d'indirizzo 2003/2005
Premessa
Le indicazioni legislative e normative (Conferenza unificata Stato-Regioni del marzo 2000, Memorandum della Commissione Europea dell’ottobre 2000, DM del febbraio 2001, piano d’indirizzo della Regione Toscana) sono tese alla realizzazione di dispositivi per attuare un’offerta formativa integrata e flessibile, i cui capisaldi sono:
- Percorsi individualizzati
- Accertamento delle competenze
- Certificazione delle competenze
- Possibilità di accorciare i percorsi tradizionali sulla base di crediti riconosciuti
In questo momento di trasformazione è opportuno coordinare tutte
le iniziative formative formali e non formali tese a facilitare il rientro
in formazione anche nei canali dell’istruzione e della formazione
professionale.
In quest’ottica, nel territorio, le strutture di riferimento sono
i Centri Territoriali Permanenti e i Corsi Serali Comunali.
In sostanza l’EDA deve promuovere e sostenere l’elaborazione
di una strategia personale per l’accesso alle opportunità
di apprendimento affinchè l’individuo possa riconoscersi
e porsi come risorsa attiva nei confronti della società.
Si tratta di costruire un sistema EDA inteso come l’insieme delle
opportunità offerte all’individuo e al mercato del lavoro
per scegliere servizi di formazione che entrambi hanno contribuito ad
evidenziare come significativi in quanto rispondenti a bisogni.
Se si vuole uscire dalla logica del supermercato delle offerte, per rendere l’individuo soggetto attivo, bisogna investire risorse nella sollecitazione della domanda, nell’accertamento e nella certificazione delle competenze e nell’attivazione di accordi per l’integrazione dei diversi soggetti tradizionalmente attivi in campo EDA, facendo riferimento a quanto contenuto nel piano d’indirizzo regionale, dove si legge:
“l’obiettivo è di assicurare
maggiori opportunità per l’esercizio del diritto personale
alla formazione lungo tutto il corso dell’esistenza. Nell’Eda
non formale il problema non è costituito dal rilascio dei titoli,
ma nell’assicurazione di opportunità di sviluppo intellettuale
a tutta la popolazione al fine di mettere ciascuno nella condizione di
modificare le condizioni di vita …. La questione di fondo consiste
nella creazione di un modello di sistema che sia capace di avvicinarsi
il più possibile ai modi reali in cui la gente si forma nella vita
quotidiana e nel lavoro”.
Obiettivi
1. Unificazione della comunicazione delle offerte formative pubbliche e private in campo non formale, mantenendo la visibilità dell’organismo promotore;2. In base a quanto indicato nel piano d’indirizzo regionale che individua come canali principali “Le attività corsuali e seminariali di ogni tipo, promosse e gestite dai diversi soggetti appartenenti alla rete locale delle agenzie formative” e “I circoli di studio, ovvero le attività formative organizzate per piccoli gruppi di cittadini a partire dalla loro domanda formativa”, la tipologia degli interventi di educazione non formale è riconosciuta in:
- Corsi brevi
- Percorsi articolati in maniera modulare
- Laboratori
- Circoli di studio
- seminari
3. condivisione di un sistema di monitoraggio:
4. sviluppo di iniziative nel campo dell’accertamento e della certificazione delle competenze nella logica del lifelong learning
Azioni previste
1. creazione della Segreteria del Comitato Locale che dovrà essere visibile nel territorio2. creazione di strumenti per l’analisi dei bisogni e sua realizzazione
3. raccolta dei dati relativi alle offerte formative presenti nel territorio relativamente al non formale
4. potenziamento del sito del Comitato Locale www.edafirenze.it, quale struttura di supporto informatico alle attività del Comitato Locale, con la creazione del database delle offerte pubbliche e private, distinguendo fra educazione formale (corsi professionali, corsi dei CTP) e non formale e di una banca dati di esperti e di luoghi in cui si possono svolgere attività
5. inserimento stabile nel piano di comunicazione “MAP-guida nella rete di formazione degli adulti” delle offerte formative del territorio, mantenendo la visibilità dell’organismo promotore
6. sviluppo del sistema unificato del monitoraggio
7. sviluppo di progetti per l’attivazione di tavoli di confronto finalizzati ad individuare sistemi condivisi di accertamento e certificazione delle competenze per la creazione del sistema dei crediti
8. sviluppo di attività innovative nel campo dell’educazione non formale, quali i Circoli di Studio
9. sostegno a progetti che realizzano percorsi “passerella” per facilitare il rientro in percorsi di formazione formale
10. sviluppo di progetti europei nel campo dell’educazione non formale e informale finalizzati a facilitare il rientro in formazione degli strati della popolazione in condizioni di svantaggio sociale e culturale
11. raccolta dei dati per la formazione della “banca delle abilità”, stimolando i cittadini a mettere a disposizione le proprie competenze nei diversi campi per lo svolgimento dei Circoli di Studio o altre attività formative
12. implementazione degli sportelli front office per l’informazione ai cittadini delle attività EdA e delle opportunità di MAP